L’Italia e il buon cibo camminano a braccetto e sono noti in tutto il mondo.
Oltre alla pasta, alimento largamente conosciuto e apprezzato a livello
internazionale, troviamo anche la pizza. La pizza attualmente è tra i pasti
maggiormente consumati nel mondo. Questa non viene solo apprezzata dai
turisti ma è anche uno dei piatti preferiti dagli italiani stessi. La pizza però è
stata la principale causa di una diatriba sempre attiva circa il metodo di cottura,
la forma, la lievitazione e molto altro. Ci sono le pizze che rispecchiano il
gusto personale e quelle che invece risultano meno appetibili. La differenza?
Spesso il tipo di impasto, il luogo nel quale viene consumata e ultima, ma non
meno importante, l’abilità del pizzaiolo.


Sebbene il piatto nasca con ingredienti semplici e sia semplice nella
realizzazione, non sempre è facile da cucinare. La pizza, infatti, è un impasto a
base di farina, acqua e lievito che viene prima impastato e steso a mano e dopo
cotta al forno. La pizza oggi varia a seconda del tipo di impasto, del
condimento e della cottura. Questo piatto vanta il legame con l’arte del
pizzaiolo napoletano, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale
dell’umanità.


L’origine del piatto è tutta napoletana ma la pizza ha conosciuto un lungo
trascorso. Nel Neolitico si diffuse la pratica della cottura su pietra per donare
agli alimenti maggiore sapore, mentre gli Egizi scoprirono il lievito, grazie al
quale gli impasti riuscivano ad assumere una forma più alta e soffice. La pissas
diffusa nel 1300 indicava una schiacciata di farina di frumento con aglio,
strutto e sale grosso. La parola pizza si diffuse nel 1535 a opera del poeta
Benedetto di Falco che in uno scritto parla di “focaccia, in Napoletano è detta
pizza”.
Per mangiare pizza non è necessario sostare a Napoli ma è possibile gustarla in
tutta Italia. In Lombardia, infatti, è possibile essere deliziati dalla pizzeria a san siro.